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	<title>Freelosofia &#187; Sproloqui</title>
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	<description>Chiacchierando in libertà (digitali e non solo)</description>
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		<title>Non sarò tuo complice</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 22:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorror]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sproloqui]]></category>

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		<description><![CDATA[Non accetto pagamenti in nero. PUNTO.
Anzi, mi spiego meglio: per me i pagamenti in nero NON ESISTONO PROPRIO.
Lo so, lo capisco da come mi guardi, quando non me lo dici esplicitamente. Non sono normale, faccio discorsi strani che non trovano collocazione nei tempi che corrono.
Ma, vedi, quando prendo in braccio la mia cucciola d&#8217;uomo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non accetto pagamenti in nero.</strong> PUNTO.</p>
<p>Anzi, mi spiego meglio: per me i pagamenti in nero <strong>NON ESISTONO PROPRIO</strong>.</p>
<p>Lo so, lo capisco da come mi guardi, quando non me lo dici esplicitamente. <em>Non sono normale, faccio discorsi strani che non trovano collocazione nei tempi che corrono.</em></p>
<p>Ma, vedi, quando prendo in braccio la mia cucciola d&#8217;uomo e cerco di immaginarmi il suo futuro, non riesco a non pensare di lasciarle in eredità una <strong>NAZIONE DI MERDA</strong>. Per cui mi sono imposto <strong>un imperativo CATEGORICO</strong>: devo fare tutto quanto in mio potere per poterla un giorno guardare negli occhi e dirle <em>&#8220;io la mia parte l&#8217;ho fatta, non è stata colpa mia.&#8221;</em></p>
<p>Sappi, <strong>brutto STRONZO</strong>, che invece sarà stata anche <strong>COLPA TUA</strong>, quindi tieni bene a mente che</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>NON SARÒ TUO COMPLICE!</strong></span></p>
<p><strong>E no, non accetto pagamenti in nero</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un buon 2009 a tutti!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 17:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sproloqui]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[miriam]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="Good moooorning, 2009!" href="http://www.flickr.com/photos/ivan_iraci/3159506405/"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3255/3159506405_676bc656b6.jpg" alt="Good moooorning, 2009!" width="500" height="375" /></a></p>
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		<title>La metaricetta del giorno: calamari indoeuropei in umido</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 14:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metaricette]]></category>
		<category><![CDATA[Sproloqui]]></category>
		<category><![CDATA[calamari]]></category>
		<category><![CDATA[cavoletti di bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>

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		<description><![CDATA[Come i miei amici sanno (se ne parlava ieri sera a cena con alcuni di loro), sono nell&#8217;apparentemente triste condizione di essere a dieta. Questo comporta un piccolo (e, a mio avviso, divertente) sforzo di fantasia in più nell&#8217;approccio ai fornelli.
Con la metaricetta di oggi inauguro una &#8211; spero &#8211; non troppo breve serie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come i miei amici sanno (se ne parlava ieri sera a cena con alcuni di loro), sono nell&#8217;<em>apparentemente</em> triste condizione di essere a dieta. Questo comporta un piccolo (e, a mio avviso, divertente) sforzo di fantasia in più nell&#8217;approccio ai fornelli.<br />
Con la metaricetta di oggi inauguro una &#8211; spero &#8211; non troppo breve serie di articoli sulla cucina. Si tratta di metaricetta perché non ci sono algoritmi o quantità prefissate, tutto è lasciato all&#8217;ispirazione del momento, per cui chiunque volesse cimentarsi nel rieseguirle dovrà metterci del proprio.<br />
 <img src='http://freelosofia.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco come sono nati i miei <strong>calamari indoeuropei in umido</strong>.</p>
<p><span id="more-29"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La mia dieta di oggi prevedeva, a pranzo, circa 170 grammi di pesce, con contorno di verdura e 100 grammi di pane. Il mio frigorifero conteneva dei cavoletti di bruxelles. I miei scaffali contengono ogni sorta di spezie in polvere e una buona varietà di spezie in grani o foglie (tutti souvenirs dei miei viaggi in Marocco e in India). Il mio pescivendolo di fiducia ha messo a disposizione un bel calamaro da oltre 200 grammi (che, dopo l&#8217;eliminazione degli scarti, si sono ridotti a circa 150 grammi).</p>
<p style="text-align: justify;">Ho preso una cipolla di dimensioni medie, l&#8217;ho tagliata a fettine sottili e l&#8217;ho messa a rosolare in un tegame con poca acqua (<strong>niente olio!!!</strong>) insieme a un peperoncino intero di tipo <a href="http://www.elicriso.it/it/piante_aromatiche/peperoncino/#tabasco" target="_blank">tabasco</a> (gentilmente offerto dal <strong>mio balcone</strong>) e a un po&#8217; di coriandolo e zenzero in polvere (lasciandomi guidare, nella scelta delle quantità, <strong>dall&#8217;olfatto</strong>). Appena la cipolla è appassita al punto giusto, ho aggiunto alcuni cavoletti di bruxelles tagliati in quarti (nello specifico erano sei, ma semplicemente perché <strong>a occhio</strong> mi sembrava la giusta quantità) e ho colmato il fondo del tegame con un po&#8217; di vino bianco, che ho lasciato evaporare a fuoco medio col coperchio del tegame chiuso. Dopo di che, ho aggiunto ancora un po&#8217; di zenzero e un po&#8217; di acqua per portare <strong>quasi</strong> a cottura completa i cavoletti con il tegame sempre ben chiuso dal suo coperchio. A questo punto ho aggiunto il calamaro tagliato a rondelle, salato e pepato, e l&#8217;ho lasciato rosolare un po&#8217; alzando per il tempo necessario la fiamma. Ho aggiunto della salsa e ho lasciato quocere il tutto a fuoco lento mescolando di tanto in tanto, sempre col tegame ben chiuso. Quando il calamaro mi è sembrato cotto al punto giusto, ho lasciato stringere la salsa togliendo il coperchio e alzando la fiamma, stando attento a non farla attaccare al tegame.</p>
<p style="text-align: justify;">Impiattato il tutto, ben caldo, ci ho dato dentro con la quantità di pane prescritta dal dietologo. <img src='http://freelosofia.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Rimembranze della cucina orientale a iosa, piccante al punto giusto (cioè <strong>parecchio</strong> ma senza coprire gli altri sapori), quel tocco di cucina italiana che non fa mai male e un piacevole contrasto tra il sapore del calamaro e l&#8217;amaro dei cavoletti. Il tutto in una ricetta che più dietetica non si può (senza contare i benefici effetti delle spezie).</p>
<p style="text-align: justify;">Alla faccia di chi pensa che mangiare dietetico significhi mangiare insapore. <img src='http://freelosofia.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La morte ai tempi di Flickr</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 12:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sproloqui]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due giorni fa ho appreso dal telegiornale del recupero della salma di un fotografo tedesco che era disperso sull&#8217;Etna da Sabato pomeriggio. Quest&#8217;ultima notizia mi era sfuggita. Il nome del fotografo era Thomas Reichart, un nome che mi è subito suonato familiare, da amante della fotografia e dell&#8217;Etna. In particolare, da utente di Flickr, avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due giorni fa ho appreso dal telegiornale del recupero della salma di un fotografo tedesco che era disperso sull&#8217;Etna da Sabato pomeriggio. Quest&#8217;ultima notizia mi era sfuggita. Il nome del fotografo era <a href="http://www.reichart-maichingen.de/Thomas/Index.htm" target="_blank">Thomas Reichart</a>, un nome che mi è subito suonato familiare, da amante della fotografia e dell&#8217;Etna. In particolare, da utente di <a href="http://www.flickr.com/" target="_blank">Flickr</a>, avevo spesso visto <a href="http://www.flickr.com/photos/thomasreichart/" target="_blank">le sue foto</a> e avevo avuto modo di apprezzarne la sensibilità, la tecnica e l&#8217;amore che ne traspare verso questa nostra montagna. Thomas è morto per una fatalità che probabilmente incombe sul destino di tutti i grandi fotoreporter, sia per mestiere che per semplice (grande) passione, come lo era Thomas.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3030/3064532244_7e11fd614a.jpg"><img title="Lultima fotografia online di Thomas" src="http://farm4.static.flickr.com/3030/3064532244_7e11fd614a.jpg" alt="Lultima fotografia online di Thomas" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ultima fotografia online di Thomas</p></div>
<p><span id="more-14"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; &#8220;errore&#8221; sta nell&#8217;aver scelto di affrontare <em>la Montagna</em> da solo: l&#8217;Etna è un vulcano <strong>apparentemente</strong> facile da visitare, ma ci sono zone in cui basta una semplice slogatura per non potere essere salvati da altro che dall&#8217;elisoccorso. Se si perdono i sensi o non si è in grado di comunicare, anche un incidente banale può risultare fatale. Thomas non era certo un novellino e questa sua ultima faceva parte di una lunga seguenza di uscite sull&#8217;Etna, ma una lastra di ghiaccio lo ha fregato e a poco è valso l&#8217;SMS di richiesta di soccorso che è riuscito a inviare poco prima di scivolare &#8211; probabilmente &#8211; nel lungo sonno in cui la sua amata montagna lo ha abbracciato per l&#8217;ultima volta. Per ironia della sorte, il luogo che gli è stato fatale non è lontano da quello ritratto nella <a href="http://www.flickr.com/photos/thomasreichart/3064532244/" target="_blank">sua ultima fotografia su Flickr</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che colpisce, a parte l&#8217;ovvia tristezza del fatto in sé della dipartita così precoce di un giovane di soli 32 anni (caso quasi unico, per altro, di morte sull&#8217;Etna), è il fatto che lo spazio su Flickr di Thomas si sia rapidamente trasformato in un mausoleo dedicato alla sua passione. In particolare, l&#8217;ultimo scatto ha raccolto, da poche decine di visite e sette commenti che vi erano dalla mia prima visita dopo aver saputo dell&#8217;incidente, ben 6267 visite e 233 commenti. Una vera e propria camera ardente virtuale che ha accolto quanti avevano conosciuto a vari livelli Thomas prima dell&#8217;incidente (sia materialmente che tramite Flickr) e quanti hanno saputo della cosa tramite i mezzi di stampa e sono andati a vedere le sue opere. Un lungo, inarrestabile, commosso pellegrinaggio. Sarebbe auspicabile che i gestori di Flickr mantenessero attivo il suo account PRO per permettere alle sue opere di essere ammirate virtualmente <em>per sempre</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, aggiungo che capisco il suo &#8220;errore&#8221;: infatti sono centinaia i fotografi morti affrontando la propria &#8220;montagna&#8221; (la si chiami &#8220;fronte di guerra&#8221;, &#8220;ambiente naturale estremo&#8221;, &#8220;zona politicamente calda&#8221;, o in altro modo) in solitudine. La solitudine è probabilmente la condizione che accompagna il <strong>vero fotografo</strong> nella sua attività: non è facile trovare qualcuno con cui condividere le ore di attesa perché ci siano le giuste condizioni di luce, la giusta forma delle nuvole, il giusto colore, perché quel passante su un milione attraversi lo scenario, perché dallo scatto traspaia la storia che vuoi narrare. Sono sicuramente momenti di grande intimità tra il fotografo e il suo soggetto, momenti che non è probabilmente possibile condividere se non con poche persone e in rare circostanze. Questo aumenta in me la consapevolezza dell&#8217;importanza del ruolo dei Fotografi come occhio critico dell&#8217;umanità, capaci di portarci in luoghi e momenti della storia che sarebbe impossibile descrivere anche con milioni di parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi GRAZIE Thomas per le tue foto meravigliose e goditi il panorama da lassù.<br />
E GRAZIE Flickr se le lascerai lì per tutti noi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi ben comincia&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 21:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sproloqui]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; buon per lui, io comincio come mi viene e poi si vedrà.
Questo blog (orribile onomatopea che ricorda il rigurgito dopo una serata di eccessi alcolici) non pretende di avere altri lettori che me. Chi, infatti, potrebbe avere interesse a leggere i miei sproloqui? Quindi, probabilmente, prenderà la forma di un moderno moleskine digitale in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8230; buon per lui, io comincio come mi viene e poi si vedrà.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo blog (orribile onomatopea che ricorda il rigurgito dopo una serata di eccessi alcolici) non pretende di avere altri lettori che me. Chi, infatti, potrebbe avere interesse a leggere i miei sproloqui? Quindi, probabilmente, prenderà la forma di un moderno moleskine digitale in cui cercherò di appuntare i miei pensieri, per svilupparli, venirne a capo o &#8211; cosa forse più saggia &#8211; farmene una ragione ed andare oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Se qualcuno dovesse incappare in queste righe, perdoni le stupidaggini che leggerà e, se non lo reputerà una perdita di tempo senza scopo, saranno benvenuti i suoi commenti, qualunque essi siano. Non sarò certo io a impedire a qualcuno di esprimersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si aprano le danze (n.b.: io odio ballare&#8230;).</p>
<p><a href="http://freelosofia.org/wp-content/uploads/2008/11/munch.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5" title="munch" src="http://freelosofia.org/wp-content/uploads/2008/11/munch-300x225.jpg" alt="" /></a></p>
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