<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Freelosofia &#187; FreeSoftware</title>
	<atom:link href="http://freelosofia.org/lang/it/tag/freesoftware/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://freelosofia.org</link>
	<description>Chiacchierando in libertà (digitali e non solo)</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 May 2010 12:43:01 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Evolution: evolve and perish (evolved edition!)</title>
		<link>http://freelosofia.org/lang/it/2009/11/22/evolution-evolve-and-perish?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=evolution-evolve-and-perish</link>
		<comments>http://freelosofia.org/lang/it/2009/11/22/evolution-evolve-and-perish#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[FreeSoftware]]></category>
		<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[evolution]]></category>
		<category><![CDATA[mail]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://freelosofia.org/?p=22</guid>
		<description><![CDATA[Odio quando succede. Sarò conservatore, sarà che ho un giga e mezzo di archivi di posta elettronica dei quali sono piuttosto geloso, ma ogni qual volta gli sviluppatori del client di posta (o MUA: Mail User Agent) che uso decidono di introdurre innovazioni sostanziali al codice dello stesso, un brivido mi percorre la schiena, eseguo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Odio quando succede. Sarò conservatore, sarà che ho un giga e mezzo di archivi di posta elettronica dei quali sono piuttosto geloso, ma ogni qual volta gli sviluppatori del client di posta (o MUA: Mail User Agent) che uso decidono di introdurre innovazioni sostanziali al codice dello stesso, un brivido mi percorre la schiena, eseguo il backup di <strong>tutto</strong> e procedo con l&#8217;aggiornamento e il seguente avvio del programma per verificare gli eventuali disastri che di solito, fortunatamente, non si presentano all&#8217;appello&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta, però, il mio affezionatissimo <a href="http://projects.gnome.org/evolution/" target="_blank">evolution</a> sulla mia prode e customizzatissima <a href="http://www.gentoo.org/" target="_blank">Gentoo</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linux" target="_blank">Linux</a>, mi ha fatto passare qualche ora non divertentissima&#8230;</p>
<div id="attachment_23" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://freelosofia.org/wp-content/uploads/2008/12/evolution.jpg"><img class="size-medium wp-image-23" title="evolution" src="http://freelosofia.org/wp-content/uploads/2008/12/evolution-300x225.jpg" alt="Evolution" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Evolution</p></div>
<p><span id="more-22"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è avvenuto nel passaggio dalla versione 2.22 alla versione 2.24 di evolution, aggiornamento che ha comportato il passaggio dal vecchio sistema di archiviazione degli indici delle mailbox all&#8217;uso di <a href="http://www.sqlite.org/" target="_blank">sqlite </a>a questo scopo. Una volta riavviato evolution dopo l&#8217;aggiornamento, una finestra di popup mi avvisa che occorrerà del tempo per la conversione dei vecchi indici nel nuovo formato, operazione che, data la suddetta dimensione delle mailbox, ha preso <strong>parecchio</strong> tempo.<br />
 Alla fine dell&#8217;operazione, scopro con terrore che:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>i filtri non sembrano funzionare, per cui alcuni messaggi nuovi vengono smistati, altri no</li>
<li>le caselle IMAP sono lentissime e che i contenuti di alcune cartelle non sono leggibili</li>
<li>i messaggi cancellati non riescono a essere eliminati dal cestino</li>
<li>lo spostamento di messaggi lascia doppioni nelle cartelle di origine e destinazione della copia</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"> <img src='http://freelosofia.org/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> <br />
 <strong>ORRORE!!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Comincio a googolare nervosamente e scopro che <strong>parecchia</strong> gente ha il mio stesso problema.<br />
 Forte del fatto che tanto un backup lo avevo fatto prima dell&#8217;avvio della nuova versione di evolution e disperato per il fatto che avrei visto innumerevoli sorci verdi se avessi cercato di risolvere la cosa per vie più diplomatiche, ho deciso di fare la cosa più drastica: <strong>DISINTEGRARE GLI INDICI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di ciò, ho controllato in ~/.evolution/mail/local e mi sono reso conto che, accanto ai nuovi indici (estensione .ibex.index), c&#8217;erano ancora i file dei vecchi indici (estensione .ev-summary).</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi mi sono armato di coraggio, e ho dato i seguenti comandi:</p>
<pre style="text-align: justify;">$ evolution --force-shutdown # uccide anche tutti i demoni di evolution
$ cp -a ~/.evolution ~/.evolution_backup
$ find ~/.evolution/ -name "*.ev-summary" -print0 &#124; xargs -0 rm -rf
$ find ~/.evolution/ -name "*.ibex.index" -print0 &#124; xargs -0 rm -rf</pre>
<p style="text-align: justify;">Riavviato evolution, gli indici sono stati creati ex novo in una frazione di tempo rispetto alla procedura di conversione del primo avvio della nuova versione e tutto ha preso a funzionare come si deve.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi terrò stretti quei backup ancora per alcuni giorni, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Murphy" target="_blank">Murphy</a> è sempre in agguato, ma alla fine di questa esperienza mi chiedo: non sarebbe meglio fare dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Collaudo#Il_collaudo_di_regressione" target="_blank">test di regressione</a> un pelino più seri? Non sarebbe stato meglio fare generare gli indici da zero (visto che così ha funzionato) piuttosto che effettuare quella lunghissima e non funzionante <em>conversione</em> (così per lo meno notificava la finestra apposita) degli indici dal vecchio al nuovo formato?</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante, sono abbastanza soddisfatto: alla fine si è risolto tutto con due righe di bash scripting. Se si fosse trattato di software proprietario sono certo che la risoluzione del problema sarebbe stata ben più arzigogolata come minimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scritto questo articolo nella speranza di alleviare qualche malditesta a chi si dovesse accingere a questo aggiornamento. Mi raccomando: un bel backup di ~/.evolution <strong>PRIMA</strong> di lanciare la nuova versione. Non si sa mai&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Aggiornamenti dell&#8217;ultima ora:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">il problema potrebbe riproporsi con evolution 2.28.*, ed in effetti a me è successo. La sequenza di azioni da seguire con questa nuova versione è la seguente:</span></p>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">$ evolution --force-shutdown # uccide anche tutti i demoni di evolution
$ cp -a ~/.evolution ~/.evolution_backup
$ find ~/.evolution/ -name "*.ibex.index" -print0 &#124; xargs -0 rm -rf
$ find ~/.evolution/ -name "folders.db" -print0 &#124; xargs -0 rm -rf
$ evolution --offline

</span></pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Riavviato evolution e ricostruiti gli indici, si può passare a lavorare in rete e il problema si spera non si ripresenti per il più a lungo il possibile&#8230;</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://freelosofia.org/lang/it/2009/11/22/evolution-evolve-and-perish/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Gears 0.5.7.0 a 64 bit </title>
		<link>http://freelosofia.org/lang/it/2008/12/28/google-gears-0570-x86_64-64bit?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=google-gears-0570-x86_64-64bit</link>
		<comments>http://freelosofia.org/lang/it/2008/12/28/google-gears-0570-x86_64-64bit#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 18:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[FreeSoftware]]></category>
		<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Hacking]]></category>
		<category><![CDATA[64 bit]]></category>
		<category><![CDATA[bsd license]]></category>
		<category><![CDATA[gears]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[subversion]]></category>
		<category><![CDATA[x86]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://freelosofia.org/?p=89</guid>
		<description><![CDATA[Dato che Google non rilascia la versione a 64 bit di questa utile estensione di Firefox (utilizzata da Wordpress, ad esempio, per velocizzare la sezione di amministrazione), ho provveduto a scaricare dal repository subversion il sorgente e modificare le parti necessarie a compilarla a 64 bit con GCC 4.3.
Poiché la licenza di Google Gears è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dato che Google non rilascia la versione a 64 bit di questa utile estensione di Firefox (utilizzata da Wordpress, ad esempio, per velocizzare la sezione di amministrazione), ho provveduto a scaricare <a href="http://code.google.com/p/gears/source/checkout" target="_blank">dal repository subversion</a> il sorgente e modificare le parti necessarie a compilarla a 64 bit con GCC 4.3.</p>
<p>Poiché la licenza di <a href="http://gears.google.com/" target="_blank">Google Gears</a> è la <a href="http://www.opensource.org/licenses/bsd-license.php" target="_blank">New BSD License</a>, mi affretto a evidenziare le note di licenza:<br />
</p>
<pre style="text-align: justify;">Redistribution and use in source and binary forms, with or without
modification, are permitted provided that the following conditions are met:
 1. Redistributions of source code must retain the above copyright notice,
    this list of conditions and the following disclaimer.
 2. Redistributions in binary form must reproduce the above copyright notice,
    this list of conditions and the following disclaimer in the documentation
    and/or other materials provided with the distribution.
 3. Neither the name of Google Inc. nor the names of its contributors may be
    used to endorse or promote products derived from this software without
    specific prior written permission.</pre>
<pre>THIS SOFTWARE IS PROVIDED BY THE AUTHOR ``AS IS'' AND ANY EXPRESS OR IMPLIED
WARRANTIES, INCLUDING, BUT NOT LIMITED TO, THE IMPLIED WARRANTIES OF
MERCHANTABILITY AND FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE ARE DISCLAIMED. IN NO
EVENT SHALL THE AUTHOR BE LIABLE FOR ANY DIRECT, INDIRECT, INCIDENTAL,
SPECIAL, EXEMPLARY, OR CONSEQUENTIAL DAMAGES (INCLUDING, BUT NOT LIMITED TO,
PROCUREMENT OF SUBSTITUTE GOODS OR SERVICES; LOSS OF USE, DATA, OR PROFITS;
OR BUSINESS INTERRUPTION) HOWEVER CAUSED AND ON ANY THEORY OF LIABILITY,
WHETHER IN CONTRACT, STRICT LIABILITY, OR TORT (INCLUDING NEGLIGENCE OR
OTHERWISE) ARISING IN ANY WAY OUT OF THE USE OF THIS SOFTWARE, EVEN IF
ADVISED OF THE POSSIBILITY OF SUCH DAMAGE.</pre>

<p style="text-align: justify;">Detto questo, ecco il link alla versione binaria di Google Gears 0.5.7.0 per x86_64:<br />
</p>
<p>
 <a href="http://files.freelosofia.org/gears-x86_64/gears-linux-opt-0.5.7.0.xpi">http://files.freelosofia.org/gears-x86_64/gears-linux-opt-0.5.7.0.xpi</a></p>
<p style="text-align: justify;">Appena avrò il tempo, probabilmente non per questa ma per la prossima release, piuttosto che mettere a disposizione la sola versione binaria metterò online anche la patch da applicare ai sorgenti.</p>
<p>Consideratela la mia strenna natalizia per voi e&#8230; buon download. <img src='http://freelosofia.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> <br />
</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 191px;">
<dt class="wp-caption-dt" style="text-align: justify;"><img title="Logo di Google Gears" src="http://gears.googlecode.com/svn/trunk/gears/ui/common/logo_181x53.gif" alt="Logo di Google Gears" width="181" height="53" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Logo di Google Gears</dd>
</dl>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://freelosofia.org/lang/it/2008/12/28/google-gears-0570-x86_64-64bit/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Linux Day, la strategia dell&#8217;altruismo e i complessi memici inquinati, ovvero &#8220;perché non c&#8217;è stato il LD2008 a Catania?&#8221;</title>
		<link>http://freelosofia.org/lang/it/2008/12/27/perche-non-ce-stato-il-linux-day-2008-a-catania?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=perche-non-ce-stato-il-linux-day-2008-a-catania</link>
		<comments>http://freelosofia.org/lang/it/2008/12/27/perche-non-ce-stato-il-linux-day-2008-a-catania#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 22:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanhoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[FreeSoftware]]></category>
		<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Memetica]]></category>
		<category><![CDATA[Jenkins]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://freelosofia.org/?p=61</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Perché non c&#8217;è stato il Linux Day a Catania nel 2008?&#8221;
Questa è una domanda ricorrente che potrebbe anche sembrare strana se non si fosse a conoscenza della lunga tradizione che lega il GNU/Linux User Group di Catania al Linux Day sin dalla sua prima edizione del 2001.
All&#8217;epoca di quella prima edizione, il Linux Day ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Perché non c&#8217;è stato il Linux Day a Catania nel 2008?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una domanda ricorrente che potrebbe anche sembrare strana se non si fosse a conoscenza della lunga tradizione che lega il <a href="http://catania.linux.it" target="_blank">GNU/Linux User Group di Catania</a> al Linux Day sin dalla sua prima edizione del 2001.<br />
All&#8217;epoca di quella prima edizione, il Linux Day ha avuto un ruolo fondamentale, che è stato quello di dare un grande risalto mediatico (e quindi una prima grande occasione di diffusione ad ampio spettro) ai memi di <a href="http://www.gnu.org/gnu/linux-and-gnu.it.html" target="_blank">GNU/Linux</a> e del <a href="http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html" target="_blank">Software Libero</a> in genere che, fino a quel punto, avevano potuto contare su una diffusione all&#8217;interno di una nicchia culturale non troppo estesa, costituita da quanti avevano già maturato per proprio conto una certa sensibilità intellettuale, prevalentemente in ambito accademico o tra persone di cultura elevata ed abituate a investire sui temi dell&#8217;altruismo in varie forme di volontariato o associazionismo. Questo risalto è stato ottenuto aggregando più realtà ispirate in qualche misura agli stessi principi di base e riunendole attorno ad un&#8217;unica data ed un unico <em>brand</em>: il <em>Linux Day 01</em>, il decennale dal primo rilascio pubblico del <a href="http://kernel.org/" target="_blank">kernel Linux</a>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ivan_iraci/308858960/in/set-72157594391558602/"><img title="Il GNU/Linux Day 2006 a Catania" src="http://farm1.static.flickr.com/111/308858960_ef78874845.jpg" alt="Il GNU/Linux Day 2006 a Catania" width="375" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Il GNU/Linux Day 2006 a Catania</p></div>
<p><span id="more-61"></span><br />
Il successo è stato evidente. Per la prima volta chi aveva sempre avuto un approccio &#8220;da elettrodomestico&#8221; nei confronti dei computer ha avuto modo di sentire dai TG locali e nazionali dell&#8217;esistenza di un&#8217;alternativa, mentre fino ad allora, in conseguenza della posizione di monopolio di fatto della Microsoft e dei vantaggi derivantigli dalla pirateria informatica, dalla benevolenza delle istituzioni nei suoi confronti e da un atteggiamento supino e &#8220;furbetto&#8221; dei commercianti di PC, aveva sempre coltivato il complesso memico costituito dai memi <em>computer</em>, <em>windows</em> e <em>ultima versione piratata</em>. E si trattava di un&#8217;alternativa gratis, per giunta. Certo, per quanto detto prima, anche windows era (ed è) gratis, secondo la percezione comune, ma si è venuti a sapere che c&#8217;era un&#8217;alternativa altrettanto gratis e, se ne parlavano i TG, evidentemente tanto male non doveva essere. Questo ha attirato tanta gente verso il software libero, dandogli la possibilità di scoprire che oltre ad essere <em>gratis,</em> come avevano riportato i media, GNU/Linux è anche <strong>libero</strong>, che è molto più che gratis. A parte rare aberrazioni che hanno portato alcune persone ad avvicinarsi al mondo del software libero per poi, avendogli applicato gli schemi mentali ormai sclerotizzati dal suddetto complesso memico, tornare alla corsa al possesso dell&#8217;ultima versione del costosissimo software proprietario X, anche se non lo si sa usare o non serve affatto.<br />
A tal proposito, mi torna in mente l&#8217;episodio emblematico che ho vissuto qualche anno addietro, in visita di cortesia a un vicino di casa. Dopo una chiacchierata sul più e sul meno, al momento di congedarmi, il vicino si prodiga nei soliti convenevoli del &#8220;cosa posso offrirti?&#8221;. Scartate le ipotesi di dolciumi e super alcolici e accettata soltanto dell&#8217;acqua fresca, il vicino viene colto da illuminazione: &#8220;ma tu ti occupi di informatica!!! Allora, posso offrirti una Suite MS Office, oppure un Autocad, oppure un Corel Draw, oppure un Photoshop, oppure una qualsiasi versione di Windows. Dimmi tu cosa preferisci e te lo masterizzo subito!&#8221;. Naturalmente &#8211; pensando di smorzare i suoi cortesi ma non troppo graditi entusiasmi &#8211; rimarco il fatto che uso solo ed esclusivamente GNU/Linux da parecchi anni e che quindi lo ringrazio per la cortesia ma che non ho non di che farmene delle cose che vuole offrirmi. Al che lui non si scompone più di tanto,  sfoggia un sorrisone e mi dice: &#8220;Ah, non c&#8217;è problema: ho scaricato col mulo anche l&#8217;ultima versione di Linux, anche se non l&#8217;ho provato perché non ho trovato né il seriale né il crack. Ma te ne do una copia, a patto che appena riesci a crackarlo me lo fai sapere!&#8221;.<br />
Purtroppo si è instaurato un clima di guerra (su questo tornerò in un futuro post) tra i grandi produttori di contenuti mediali e i loro fruitori che ha reso quasi obbligatorio da parte della gente rifugiarsi nella pirateria informatica, in parte a ragione, in parte a torto, e ben sappiamo che molti commercianti di computer hanno fatto della pirateria informatica un potente mezzo di marketing per passa parola, vuoi perché la gente lo chiede, vuoi perché a riempire l&#8217;hard disk dei clienti di svariati gigabyte di software piratato si attirano nuovi clienti. In buona sostanza, il meme della pirateria informatica attecchisce facilmente ed è ormai incluso in un gran numero di complessi memici legati all&#8217;uso del computer ma anche alla fruizione di contenuti per l&#8217;entertainment.<br />
In questo clima, dicevo, l&#8217;aver dato su vasta scala l&#8217;annuncio dell&#8217;esistenza di un&#8217;alternativa eticamente sostenibile (gratis come i software proprietari ma senza infrangere alcune legge, in più legata ai valori della condivisione delle conoscenze) è stata una svolta epocale. E il successo è stato un crescendo per alcuni anni, per cui adesso si può tranquillamente affermare che difficilmente si incontrano persone che non abbiano sentito nominare almeno una volta GNU/Linux o non ne abbiano letto qualcosa al riguardo anche semplicemente sulla copertina di una qualche rivista.<br />
Questo ha sicuramente creato un appetitosissimo target di marketing per le blue chips dell&#8217;informatica, oltre che per le realtà locali che non hanno perso tempo a cercare di cavalcare l&#8217;onda del software libero (o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source" target="_blank">opensource</a>, molto più furbamente), sfruttando più o meno consciamente lo <em>stratagemma dell&#8217;altruismo</em> per costituire dei complessi memici che includessero oltre al software libero e GNU/Linux, ormai sdoganati al grande pubblico e caratterizzati da una forte impronta etica e sociale, anche i propri marchi. Ed ecco che &#8211; gradualmente &#8211; i Linux Day sono sempre più diventati un palcoscenico privilegiato per delle realtà imprenditoriali che da un lato affiancano i loro loghi a pinguini e gnu ma dall&#8217;altro combattono guerre senza esclusione di colpi battagliandosi a suon di brevetti sul software (fortunatamente ancora non permessi in Europa) e di licenze liberticide di software proprietari blasonati. E oltre a queste grandi realtà multinazionali si sono impossessate dei palcoscenici anche alcune realtà imprenditoriali locali persino più sfacciate nel trasformare alcuni manifestazioni nell&#8217;ambito del Linux Day in dimostrazioni dei propri prodotti degne delle migliori fiere campionarie.<br />
Questo potrebbe non sembrare un male ai più, perché si potrebbe pensare che cotanto affiancamento da parte della realtà imprenditoriale, in una giornata volta a celebrare GNU/Linux e il software libero, possa essere interpretato come garanzia di qualità e affidabilità di questi ultimi e che possa concorrere a renderli ancora più attrattivi e visibili per il grande pubblico.<br />
Il problema è che questo avvicinamento da parte dell&#8217;industria dell&#8217;IT è tutt&#8217;altro che gratuito e incondizionato, ma dettato dallo scenario che si è delineato negli ultimi anni.<br />
In questi anni, infatti, la gente ha preso possesso di Internet come mezzo di acquisione e diffusione di memi con una possibilità di controllo, da parte di quelle realtà che erano abituate ad essere dei produttori esclusivi di memi e ad avere come controparte dei consumatori passivi, pressoché nulla. Non è stata certo una resa, men che meno pacifica, e basterebbe leggere <em>&#8220;Cultura Convergente&#8221;</em> di Henry Jenkins per rendersi conto che le reazioni da parte delle industrie hanno spaziato da una ferocia rabbiosa fino a un tentativo di farsi sponsor e benefattore di quanti hanno rimesso in circolo, mutati e rivisti, i memi recepiti dalle major ma, a prescindere dalle dinamiche, tutte queste azioni erano volte a ottenere un controllo. E&#8217; di questi giorni la decisione della RIAA di rinunciare a combattere i diffusori di memi (gli utenti del P2P) per cercare di assediare piuttosto il <strong>mezzo</strong> di diffusione, attaccando i provider. Ad ogni modo, il pericolo reale dell&#8217;ammettere in un complesso memico le grandi industrie e il software libero è quello che, una volta reso forte il nesso e una volta acquisita definitamente l&#8217;aura di <em>altruismo</em> finora garantita dalla presenza concorrente di GNU/Linux e del software libero, possano decidere di sopprimerli ricacciandoli in nicchie ancora più anguste di quelle dalle quali sono emerse in questi anni. E avrebbero gioco facile, perché per la gente comune sarebbe difficile non dare credito a questi giganti dell&#8217;IT, che hanno sostenuto il movimento del software libero, quando dovessero in massa cambiare direzione motivando la cosa con dei &#8220;validi motivi tecnici&#8221;. Questo è il motivo principale che ha spinto il GNU/Linux User Group di Catania a prendere le distanze dal Linux Day nazionale, poiché l&#8217;istanza di slegare questa manifestazione da attori commerciali e di legarla esclusivamente ad aspetti etici (che sono ben più validi e forti di quelli tecnici) non è stata ben accolta dagli altri LUG, alcuni dei quali apertamente più interessati agli aspetti di marketing che non a quelli etici. Naturalmente la discussione non si è svolta in termini <em>memetici</em> e <a href="http://catania.linux.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=30&#38;Itemid=1" target="_blank">il comunicato stampa è leggibile sul sito del GLUG Catania</a>, ma il senso profondo della questione credo che sia sintetizzabile in quanto scritto sopra.
</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alla domanda iniziale, ecco dunque in sintesi la risposta:<br />
il GNU/Linux User Group di Catania non ha partecipato al Linux Day 2008 perché non vuole inquinare il complesso memico del software libero, di GNU/Linux, delle libertà digitali, con dei memi che vi si possano rivoltare contro gettando fuori dal nido, come fanno i cuculi quando sfruttano i nidi altrui, le idee che ha tanto amorevolmente curato in questi anni e che con tanta onestà intellettuale ha presentato al pubblico. Questo è quanto.
</p>
<p style="text-align: justify;">Per eventuali dubbi sul lessico memetico qui e altrove adottato, rimando al <a href="http://freelosofia.org/dizionario-memetico-minimo/" target="_self">dizionario memetico minimo</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://freelosofia.org/lang/it/2008/12/27/perche-non-ce-stato-il-linux-day-2008-a-catania/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
