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Il Software Libero nella Scuola

Negli anni passati il Software Libero si è fatto lentamente strada all’interno delle istituzioni, comprese quelle scolastiche, principalmente grazie a un passaparola tra persone tecnicamente capaci e cultrici di una saldezza di principi che dovrebbe essere alla base dell’azione educativa di tutti gli organi statali, a maggior ragione della Pubblica Istruzione. Recentemente, l’abbassamento della soglia di accesso alle tecnologie libere e aperte ne ha permesso una maggiore e più eterogenea diffusione e fruizione. Credo fermamente che i tempi siano maturi perché la rivoluzione etica e tecnologica del Software Libero si faccia strada all’interno delle nostre scuole. Ma quali sono i motivi per cui ciò dovrebbe accadere?

I motivi principali per i quali il Software Libero dovrebbe trovare la sua naturale collocazione all’interno della scuola Italiana sono i seguenti:

  1. la condivisione della conoscenza con gli altri
  2. l’adozione di formati aperti e liberi, per la diffusione e la conservazione dell’informazione
  3. la trasparenza e la sicurezza delle soluzioni adottate
  4. lo sviluppo e la promozione delle economie locali
  5. l’educazione alla legalità
  6. la drastica riduzione delle spese di gestione

1. La condivisione della conoscenza con gli altri

Questo punto fondamentale deriva dalle quattro libertà caratterizzanti il Software Libero, ovvero:

  • di uso, per qualsiasi fine
  • di studio e adattamento alle proprie necessità
  • di produrre repliche a vantaggio del prossimo
  • di apportare migliorie e diffonderle a vantaggio del prossimo

Da queste libertà, nel caso della scuola, conseguono queste altre libertà:

  • di copia:
    a differenza dei software proprietari, il Software Libero può essere condiviso con gli altri senza costringere a spese di licenza che andrebbero a pesare, tra le altre, sulle tasche del corpo docente, dell’istituto e delle famiglie. E sebbene sappiamo che, nella prassi, il problema dei costi viene aggirato col fin troppo diffuso ricorso alla pirateria informatica, non è certo etico che le nostre scuole suggeriscano o avallino un sistema di illegalità diffuso che va a costituire un detrimento del messaggio educativo delle nostre istituzioni scolastiche. E quest’ultimo aspetto va a incidere col motivo numero 5 per l’adozione del Software Libero, relativo all’educazione alla legalità.
  • di scelta della soluzione didattica:
    non essendo legati per motivi contrattuali a uno specifico fornitore ed avendo le mani libere da considerazioni di costo delle licenze, la scelta delle soluzioni didattiche è la più libera e ampia possibile, potendo attingere a numerose proposte per la didattica per le diverse età e livelli di scolarizzazione.
  • di scelta del fornitore:
    non esistono esclusive né “centri certificati” sul Software Libero, per cui il mercato delle professionalità in questo settore è più ampio, economico e democratico di quello delle soluzioni proprietarie. Anzi chiunque, nel tempo, può acquisire le capacità e le conoscenze per gestire e migliorare in proprio le risorse informatiche dell’istituto, incoraggiando l’investimento nella formazione del personale e degli studenti.
  • di studio:
    avendo libero accesso ai codici sorgenti dei software, è possibile analizzare come siano stati risolti certi problemi, con quali algoritmi e implementazioni, dando la possibilità ai docenti e agli studenti di accedere pienamente a casi di studio reali e di un elevato grado di complessità.
  • di modifica:
    la possibilità di modificare i sorgenti di applicazioni preesistenti, da la possibilità di adattare quanto già esistente alle proprie esigenze didattiche, oltre che la possibilità di interagire con una comunità di sviluppo su scala globale, con le implicazioni didattiche che ciò comporta.

2. L’adozione di formati aperti e liberi, per la diffusione e la conservazione dell’informazione

L’adozione di formati aperti e liberi permette di non dipendere da uno specifico fornitore e dalle sue scelte commerciali per quanto concerne l’accesso ai documenti passati e futuri: infatti, come è già accaduto, basta che il produttore di un software di videoscrittura abbandoni il supporto per un determinato formato proprietario che tutti i nostri file salvati in quel particolare formato non siano più accessibili. E lo stesso vale nel caso di introduzione di nuovi formati proprietari: distribuire un documento in un nuovo formato proprietario costringe chiunque lo dovrà leggere ad aggiornare i propri software, con conseguenti costi (o comportamenti illeciti). Per i formati aperti, invece, non si corre né il rischio dell’obsolescenza, né quello della mancanza di alternative (spesso anche gratuite) per la loro fruizione.

3. La trasparenza e la sicurezza delle soluzioni adottate

Dalle libertà di studio, adattamento e diffusione delle migliorie, discendono la notoria trasparenza e maggiore sicurezza dei Software Liberi. Questi, infatti, sono sottoposti quotidianamente a un processo di revisione pubblico e distribuito del proprio codice sorgente, il che permette di conoscerne perfettamente il comportamento e garantisce l’assenza o la tempestiva eliminazione di quei difetti o comportamenti indesiderati che invece all’interno del software proprietario sono spesso nascosti, quasi sempre negati dai produttori e molto di rado corretti, con conseguenti danni per gli utenti degli stessi. Questo processo pubblico di revisione del Software Libero, accessibile a chiunque, ha anche un’enorme valenza didattica, perché permette di vedere come e secondo quali logiche si evolve il codice sorgente di un software, in funzione delle nuove problematiche che vengono individuate.

4. Lo sviluppo e la promozione delle economie locali

Per gli stessi motivi esposti al punto 3, l’adozione del Software Libero incentiva la formazione di professionalità indipendenti dalle grandi industrie, favorendo la nascita di realtà produttive disseminate nel territorio e a quest’ultimo strettamente connesse.

5. L’educazione alla legalità

Infine, occorre ribadirlo, le libertà del Software Libero sono anche il cardine su cui può fare leva la scuola per ispirare un cambio di atteggiamento nei confronti della legalità: niente più pirateria informatica, né contraddizioni tra il ruolo educativo della scuola e la prassi quotidiana della circolazione dei programmi e dei documenti tra docenti e studenti. Tutto, finalmente, totalmente libero e lecito. La scuola si può persino permettere, con un investimento economico irrisorio ma dal valore simbolico elevatissimo, di mettere a disposizione dei propri studenti e docenti un DVD contenente tutta la dotazione software per potere continuare ad adoperare a casa gli stessi strumenti che adopera a scuola, come è avvenuto nelle scuole italiane della Provincia Autonoma di Bolzano col progetto FUSS:

6. La drastica riduzione delle spesa di gestione

Ma, in pratica, dove si colloca il software libero nella scuola?
Sono tanti gli aspetti della vita di una scuola in cui si può collocare il software libero.

  • Nella gestione amministrativa:
    l’offerta di pacchetti di automazione d’ufficio liberi è sufficientemente ricca e sicuramente competitiva (se non quasi sempre superiore) agli equivalenti proprietari. Basti pensare alla suite OpenOffice (che include tutto, dall’editor di testi al software per presentazioni, dal programma di grafica vettoriale alla composizione guidata di database, fino al foglio di calcolo). Ma ci sono anche altre alternative forse meno note ma altrettanto valide, come Abiword (editor di testi), Gnumeric (foglio di calcolo), Inkscape (grafica vettoriale e impaginazione), Gnucash (contabilità). Inoltre sono disponibili software per l’organizzazione automatica degli orari scolastici, come FET, o per la gestione delle anagrafiche degli studenti, con tanto di schede disciplinari e storico/statistiche delle prove sostenute, come ClaSS.
  • Nella gestione della rete scolastica:
    il Software Libero è la scelta principe nella gestione delle reti informatiche, in quanto a robustezza e sicurezza. Basti pensare che la stragrande maggioranza dei server e degli apparati di rete che sovrintendono al funzionamento di internet si basano su Software Libero (linux e non solo).
  • Nella gestione del laboratorio informatico:
    un laboratorio informatico basato su Software Libero (in particolare ricorrendo a LTSP) è l’ideale per rendere operativi e funzionali anche vecchi PC destinati al macero nel caso di adozione di software proprietario. Per allestire un laboratorio di una ventina di postazioni, ad esempio, basta un solo PC di media potenza e il resto dei PC possono persino essere dei 486 o Pentium di prima generazione, persino sprovvisti di disco rigido, senza nulla avere a perdere nella fruizione dei sofware più recenti e sofisticati. Tutto questo a totale vantaggio dell’ambiente e delle casse della scuola.
  • Nella didattica:
    ci sono centinaia di software per la didattica, a partire dalla prima infanzia (apprendimento di numeri e lettere, colori e suoni), alle superiori (algebra, geometria, geografia astronomica, fisica, chimica, eccetera), fino al software scientifico di livello accademico per matematica, fisica e chimica, passando anche per le materie umanistiche (studio del latino e greco, dell’inglese, del giapponese, eccetera).
  • Nell’organizzazione e analisi dei test di valutazione:
    sono numerose le piattaforme libere per l’e-learning che permettono l’organizzazione di test informatizzati, dell’analisi dei loro esiti e delle relative statistiche, come ad esempio Moodle.
  • Nella preparazione di ricerche scolastiche:
    i siti come Wikipedia sono basati su delle tipologie di software, i wiki (come ad esempio dokuwiki e mediawiki, ambedue liberi ma non sono gli unici), che possono essere installati e gestiti all’interno degli istituti scolastici, per razionalizzare e rendere più moderna la stesura collaborativa di testi all’interno delle classi o per rendere pubblici e/o consultabili i lavori di approfondimento preparati dagli studenti.
  • Nell’approccio alle nuove forme di scrittura:
    è semplice mettere a disposizione degli utenti dei blog o CMS (basati su WordPress o Drupal, ad esempio) per gestire dei siti individuali degli studenti, delle classi o d’istituto. oppure dei forum (ad esempio basati su phpBB) in cui esprimersi su specifiche tematiche o a ruota libera con o senza la supervisione del corpo docente.
  • Nei laboratori scientifici:
    il Software Libero didattico disponibile rende semplice la preparazione e la simulazione di esperimenti scientifici anche complessi.
  • Nella didattica dell’informatica:
    non c’è linguaggio di programmazione che non sia possibile apprendere e utilizzare fino a livelli professionali grazie al Software Libero

L’elenco potrebbe continuare e l’unico limite è probabilmente la creatività. Ma…

Quanto costa, tutto ciò?

Il software è libero nel senso delle quattro libertà sopra elencate, ma è anche GRATIS.

A questo costo (decisamente basso…) bisogna naturalmente aggiungere qualcosa, in termini di lavoro una tantum per la messa in opera e per eventuali manutenzioni straordinarie Oltre a questo bisogna tenere conto dei costi fissi annuali. A titolo di esempio, per renderci contro della convenienza dell’adozione del Software Libero, facciamo un confronto tra due scenari di gestione di un laboratorio informatico di 10 postazioni, accese 8 ore al giorno per 220 giorni all’anno: uno con software proprietario e l’altro con Software Libero.

Costo da sostenereCosto con Software proprietario (10 workstation di medio livello)Costo con Software libero (1 server e 9 PC destinati al macero, nel caso si adotti LTSP)
TOTALE:€ 8292 per anno€ 842,40 per anno
Costo dell'hardwareIl costo medio di una workstation da ufficio è di € 400 e la sua durata media è stimata in 4 anni:
€ 400 * 10 / 4 = € 1000 per anno
Il costo medio di un piccolo server è di € 800 e la sua durata media è stimata in 8 anni:
€ 800 * 1 / 8 = € 100 per anno
Costo di gestioneOgni configurazione va replicata su ogni PC e quindi il tempo (e il costo) è proporzionale al numero di PC:
€ 600 * 10 = € 6000 per anno
L'unica macchina che va gestita è il server, quindi:
€ 600 * 1 = 600 per anno
Costo di manutenzioneConsideriamo una spesa annua media di € 50 a postazione (alimentatori, schede, dischi...):
€ 50 * 10 = € 500 per anno
L'unica macchina realmente soggetta a guasti è il server, in quanto le altre possono anche non avere hard disk e comunque i pezzi possono essere recuperati da altri PC dismessi:
€ 50 * 1 = € 50 per anno
Costo elettricoCosto 1KWh = € 0,15
Consumo medio di un PC = 300Wh
€ 792 per anno
Costo 1KWh = € 0,15
Consumo medio server = 300Wh
Consumo medio client = 50Wh
€ 92,40 per anno

Dal conto sintetizzato nella tabella precedente restano fuori i costi delle licenze dei software che nel caso del Software Libero sono completamente assenti, mentre nel caso del software proprietario vanno moltiplicati per il numero di postazioni e per la quantità di software installati.

Cosa dice il Governo sul Software libero e Open source?

«I prodotti open source (per caratteristiche intrinseche derivanti dalle stesse modalità di sviluppo e di evoluzione) determinano vantaggi in termini di:

* contenimento dei prezzi
* trasparenza (e quindi sicurezza)
* non dipendenza da un singolo fornitore
* elevata riusabilità
* accessibilità per le piccole realtà di sviluppo (economie locali)»
.

Da un sito del MIUR:

«La natura libera e pluralista della scuola italiana avrebbe potuto essere culla ideale di questi Sw. Si potrebbe anche dire che -essendo gratuito il software open source- dovrebbe essere una scelta obbligata e non solo etica».

Conclusioni

Non c’è davvero un valido motivo perché le nostre scuole non cambino rotta e si riapproprino della propria missione educativa a pieno titolo e a tutto tondo, anche nella messa in atto di scelte concrete di carattere tecnico e didattico.
Il Software Libero è pronto, la Scuola pure. Cosa aspettiamo?