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Stop SOPA

Il 26 ottobre 2011, alla Camera dei rappresentanti statunitense, il deputato Lamar S. Smith, rappresentante del Distretto 21 del Texas, sostenuto da altri 12 deputati, ha presentato la proposta di legge nota come Stop Online Piracy Act (SOPA).

Se la legge venisse approvata nella stesura proposta, darebbe la possibilità ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti; la proposta verrà votata dal Senato degli Stati Uniti il 24 Gennaio 2012 e, se non si otterrà il voto contrario di almeno 41 senatori, essa diventerà legge.

Tra gli altri effetti, legge permetterebbe al Dipartimento di Giustizia ed ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web ritenuti colpevoli di diffondere o facilitare le violazioni del diritto d’autore. Dipendentemente dal richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (ad esempio, Paypal) di mantenere contratti con i siti accusati delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link ai siti in questione e la richiesta agli Internet Service Provider di impedire l’accesso ai suddetti siti.

La legge, qualora approvata, renderebbe lo streaming di contenuti vincolati da copyright un reato.

Come chiunque dotato di un minimo di know how tecnico ben comprende, è molto probabile che questo provvedimento non avrà alcun effetto sui sistemi di condivisione illecita di materiali coperti da copyright (il sistema si baserà con ogni probabilità con la censura sui DNS dei domini e degli IP ritenuti colpevoli, misura facilmente aggirabile e che non permette di prevenire migrazioni a nuovi domini/IP) mentre renderà possibile colpire – approfittando delle motivazioni più o meno correlate a violazioni di copyright – produttori e distributori di contenuti reputati scomodi da attori politici ed economici statunitensi o vicini a quegli ambienti.

Poiché la circolazione di informazioni su Internet non ha di fatto confini nazionali, qualsiasi cittadino deve essere a conoscenza delle conseguenze di questa nefasta legge e ha il dovere morale di diffonderne notizia a sua volta.

Grazie per l’attenzione.

Non sarò tuo complice

Non accetto pagamenti in nero. PUNTO.

Anzi, mi spiego meglio: per me i pagamenti in nero NON ESISTONO PROPRIO.

Lo so, lo capisco da come mi guardi, quando non me lo dici esplicitamente. Non sono normale, faccio discorsi strani che non trovano collocazione nei tempi che corrono.

Ma, vedi, quando prendo in braccio la mia cucciola d’uomo e cerco di immaginarmi il suo futuro, non riesco a non pensare di lasciarle in eredità una NAZIONE DI MERDA. Per cui mi sono imposto un imperativo CATEGORICO: devo fare tutto quanto in mio potere per poterla un giorno guardare negli occhi e dirle “io la mia parte l’ho fatta, non è stata colpa mia.”

Sappi, brutto STRONZO, che invece sarà stata anche COLPA TUA, quindi tieni bene a mente che

NON SARÒ TUO COMPLICE!

E no, non accetto pagamenti in nero